Cooperativa Rinascita
Vincenzo e i suoi soci

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Valledolmo

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La valorizzazione del pomodoro siccagno
La Cooperativa Rinascita è stata fondata a Valledolmo nel 1977 e la sua storia è legata sin dalla nascita a una produzione agricola tipica della Sicilia centrale: il pomodoro Siccagno. La cooperativa nacque per organizzare e tutelare centinaia di piccoli agricoltori coinvolti nella coltivazione di pomodoro Siccagno, sostenendoli nella commercializzazione e nella gestione logistica.
Il pomodoro Siccagno di Valledolmo e delle basse Madonie è caratterizzato da una modalità di coltivazione tradizionale a zero consumo di acqua a impatto : la pianta cresce senza irrigazione, grazie alla lavorazione a mano del terreno che evita le arature meccaniche troppo profonde e l’erosione del suolo. Inoltre, è vietato l’uso di pesticidi chimici di sintesi. Grazie a tutte queste cure, il Siccagno è un pomodoro denso, turgido, con un sapore dolce e una polpa poco acquosa e ricca di antiossidanti.
Dagli anni Duemila, con la crisi dell’industria conserviera siciliana, Cooperativa Rinascita ha costruito un proprio stabilimento di trasformazione, e utilizza i pomodori dei soci agricoltori per produrre passate di pomodoro, concentrato e altri sughi pronti. Questo ultimo passo ha permesso alla cooperativa di chiudere la propria filiera e di commercializzare conserve di altissima qualità e ottenute al 100% da pomodoro Siccagno dei soci.
Un gruppo di agricoltori della tradizione
Durante la visita da Cooperativa Rinascita di Valledolmo. Non solo un caso virtuoso di cooperazione, ma un gruppo di agricoltori che ha custodito una modalità di coltivazione tradizionale del pomodoro, oggi tornata attuale per la sua sostenibilità. Conosceremo da vicino tutta la filiera del pomodoro, dalla coltivazione alla produzione delle conserve, e gusteremo i prodotti della cooperativa.
“Lo piantiamo, lo coltiviamo, lo raccogliamo a mano” è il motto degli agricoltori della Cooperativa Rinascita.

In questi itinerari

4

notti

Il paesaggio rurale, le piante e l’uomo. Caltavuturo e la biodiversità delle Madonie